
Tela che chiama, faro nella notte, luce nell’oscurità che indica la via da seguire e tu navigante cosa scegli?
Di immergerti nelle acque nere e scure che forse non lasceranno traccia di te, o di ignorare la chiamata? La tela sul cavalletto ferma ad aspettare ha iniziato come una sirena ad emettere un richiamo, costante e magico, persistente e ingombrante da non lasciar dormire. Alla fine la resa, non avevo altra possibilità.
Questo dipinto, che fa parte di Naviganti//Geografie Corporee racconta di un Dio bifronte, Giano, che si rivela attraverso l’uso del corpo nella pittura. E ciò che emerge è distante dal quel che è realmente, oppure quel che emerge nella tela è effettivamente quel che vuole essere, il racconto di un Dio degli inizi e delle soglie, dei cambiamenti e delle porte che si aprono, di un nuovo anno che inizia con cambiamenti da vivere.
Il mio augurio personale è trovare unione in questa dualità di inizio e fine, di vecchio e nuovo, un continuum in questo passaggio che si svela misteriosamente, attraverso quel che amo e usa l’arte per rendere possibile la mia trasformazione e lo stare in percorsi, che sempre più mi assomigliano e tentano una descrizione del mio mondo che molto spesso mi sembra indefinibile.
Fiabol
Giano Bifronte – Geografie corporee
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Daniela
Ciao sono Daniela. Piuttosto spettinata e curiosa, non smetto mai di progettare e inventare.
Nella vita di tutti i giorni faccio il grafico, creando loghi e tutto quello che serve alle aziende per diffondere il loro messaggio, più altre mille cose che amo.
Corro troppo, ma per fortuna ho il lupo accanto a me che mi ricorda sempre di rallentare e respirare! Conosciamoci meglio...
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