
Daimon
Ecco il mio Daimon, il mio compagno segreto che con i suoi occhi luminosi osserva quanto le mie scelte siano aderenti ai miei desideri.
La prima volta che sentii parlare del Daimon fu al Liceo, mentre studiavo Socrate.
La possibile presenza di questo essere sottile e invisibile, legato al genio e al nostro destino mi ha sempre affascinato.
Ti confesso che molti dei miei lavori, per non parlare delle ultimissime illustrazioni di Cappuccetto e il Lupo (che trovi sul mio profilo instagram) nascono dall’ascolto di questa voce che incessantemente mi racconta storie e vite di personaggi che io devo solo trascrivere e illustrare.
Per dipingerlo ho lasciato che la carta parlasse per lui, infatti questo è un collage e si è formato quasi come se fosse una illustrazione per un libro d’infanzia.
Forse perché il daimon, ci riporta a quella nostra parte incondizionata e libera, naturalmente connessa ai nostri desideri e istanze vitali.
Mentre dipingevo e ritagliavo la carta, provavo la stessa sensazione che provo quando lo guardo, un misto di attenzione e presenza, pace e silenzio.
Mi dà un profondo senso di quiete in movimento, non so in quale altro modo spiegarlo.
Le sue guance rosse mi ricordano il viso di un bambino che corre a perdifiato, o di giornate trascorse in campagna, un rossore di vita e felicità.
Ci sono quadri che amo perché sono veramente pezzi di me, questo lo è. Perché contiene molto più del mio mondo, contiene i miei sogni e un atteggiamento interiore di grande pace e serenità.
Fiabol
“Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi
sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve
un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è
unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo
tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. È il daimon
che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del
disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro
destino”.
J. Hillman, Il codice dell’anima

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